Lettera per l’Australia

(Sydney - 10/12/1988 )

Ti presentasti con un cielo azzurro e un caldo decente,

con le tue strade larghe e le centomila villette,

con la tua Baia, il ponte e le mille barchette

che, al calar del sole come su` d’un tappeto d’acqua luccicano gallegianti.

M’accogliesti con un’abbraccio e d’un sorriso,

prendendomi per mano per le tue vie mi portasti.

E i miei (perduti parenti) a me mi presentasti

che, con tanta contentezza vedevo il loro viso.

Della tua grande citta  mi raccontasti la sua storia,

mostrandomi, le tue montagne e sull’oceano gli scogli marine,

la madre natura e le sue opere delle coste coralline.

Dell’immensa pianura mi dicesti tutta la sua gloria.

Non ti fu` difficile con la tua bellezza, convincermi a rimanere.

Nascondesti la tua lontananza ai miei occhi e alla mia mente

allontanandomi per sempre da lui, completamente.

Lasciasti soltanto i ricordi della mia gioventu`,  ai miei pensieri.

Abbituandomi al tuo stile mi resiconto, di quel bene che tu avevi.

Mi donasti tutto cio` che ti chiesi e, da te meritare,

un’Amore e tre Gemme Preziose senza esitare.

Apprezzandoti, per tutto cio` che mi davi e di quello che per me tu facevi.

Ma, dal giorno di quell’abbraccio, ventanni son passati.

Mi ritrovo ancora qui a pensare sempre, dov’io son nato,

sentendomi da lui sempre di piu`, allontanato.

Diventando anch’io un “perduto parente”  per le mie nuove generazioni che son nati...

No! Non potrei scordamelo. Non chiedermi questo!?

Lui, mi ha visto nascere, tra le sue  braccia mi cullo`.

Sui suoi marciapiedi i  miei primi passi m’insegno`,

fino al giorno che` mi vide correre. Che al solo  pensiero,  mi fa` sentire mesto!

M’ha visto correre, sulle strade e stradine delle sue campagne,

m’ha visto giocare, sulla piazza e nelle sue vineji,

saltare, siepi, fiumi e fiumareji

e tutti i santeri e i vijioli delle sue montagne.

M’ha visto crescere e, uomo diventare.

Mi  nascose tra i suoi cespugli, con il mio primo amore.

M’isegno` a capire il vero senso delle vita con le sue parole

che, dentro di me se ne stanno senza mai dimenticare.

Arrivo`, quel momento anche per me, di prendere una decisione.

A capire che cos’era di piu` importante, tra lui e te.

( E Loro! Poggiarono le loro braccia, forte intorno a me,

dandomi un saluto  ed’un abbraccio e la loro commozione.)

Quando, attraversai ai suoi piedi l’untimo sentiero. Quanto

mi resiconto! Ch’era un’addio e, da lui me ne stavo allontanando.

Rivivendo quell’ultimo ricordo che i miei occhi  stavan quardando.

E ritrasformandosi  quel nodo!  Si tramuto` in pianto.

Ed`ora! Neanche ho il coraggio di visitarlo!

Non’avendo piu`con lui l’allora  confidenza

e, sentendomi strano dalle sua gente e della sua usanza.

E, di quella paura! Di quella commozione! E di piu`! Di rilasciarlo!

( E per noi tutti! Quante le volte furono  che, bestemmiandolo

non avevamo capito il bene che lui aveva?.

Lui era sempre intorno a noi che ci proteggeva!

Ma senza pensarci, l’abbiam lasciato odiandolo!...)

Si! E` vero! Con i tuoi bagliori ci cecasti.

Credendoti  di vita piu` facile e migliore.

Camuffandoci la verita` con la tua bellezza e le tue parole...

Ci siam resiconti,  dell’imbroglio che ci facesti!.

Abbiam fatto finta di non capire. Altre scelte non avevamo!

Rendendoci conto soltanto quando gl’anni passavano

e,  talvolta che quelle ferite  pian piano si riaprivano

risvegliando, quella grande nostalgia che, dentro di noi abbiamo.

Il tuo incantesimo e` sempre piu` forte e, dura ancora!

Terra Madre diventasti  tu per le nostre generazioni.

Lasciandoci  senza  scelta, di rimanere nelle nostre emozioni.

E di abbandonarci nei nostri sogni, quando arriva la sera.

Rivivendo quei momenti e quei ricordi della nostra addoloscenza.

Correndo, saltando, giocando e delle  tante risate fatte, con gli amici dall’ora

Che dinprovviso svaniscono soltanto, quando arriva l’aurora

Lasciandoci con la mente assente dal vero. Finche`,  alla prossima speranza...

Cosi ci accorgeremo che  gl’anni son passati.

Quardandoci indietro vediamo tutto cio` che abbiam creato

E soddisfatti di tutto cio`, ringraziamo il Beato.

Anche se la giovinezza  e i nostri giorni sono ormai svaniti!

Abbiam paura d’affrontare,  quando arriva quel giorno

che, ci’abbandoneremo tra le tue braccia, Come per’altri gia` fu`!

Cercando nella mente quell’ultimo ricordo di coloro che, non ci saranno mai piu.`

Ci avvolgerai con il tuo caldo manto,  cosi, riposeremo per tutta l’eternita`.

Settendoci ancora SOLI e STRANIERI, tutto D’INTORNO.

 

19/1/2008

Saverio  Raccosta