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Piminoro

A 700 metri circa sul livello del mare, in amenissima posizione e, in linea d'aria, ad un paio di chilometri soltanto da Oppido Mamertina, trovasi appollaiata su uno dei tanti poggi digradanti dal prossimo altopiano di Zervò la pittoresca e panoramica Piminoro, una recente frazione montana di quella cittadina. Essa, forte a malapena di pochissime centinaia di abitanti che ancora resistono imperturbabili alle disastrose alluvioni ed all'allettante richiamo che loro offre l'emigrazione, eccetto rare volte in cui il vento di levante la ricopre di spesse nubi, si regala perennemente alla vista degli oppidesi. E questi, almeno una volta al giorno, hanno modo di rimirarla quasi obbedissero ad un vago richiamo. Piminoro, di recente fondazione, ha di conseguenza una storia pure recente ed ha ragione di vita dal terremoto del 1783, che, mandando in rovina la vecchia Oppido, permise la ricostruzione della stessa in altro sito. Gli storici sono concordi nel riferire che Piminoro, semplice villaggio di pastori, venne fondato dal vescovo di Oppido Mons. Alessandro Tommasini (1792-1818) quando, nei primi anni del suo episcopato, ideò di costruirvi una sede estiva per i suoi seminaristi e decise di popolare la zona con famiglie di pastori appositamente fatti venire da Fabrizia, località della provincia di Catanzaro.Al Tommasini l'idea di fondare un nuovo paese sarebbe venuta quando, preso possesso della sede oppidese, si rese conto che il sito in cui la nuova città stava sorgendo era malarico. Infatti, il nuovo vescovo, che succedeva a quel Mons. Spedaliere di Guardavalle morto di crepacuore in seguito al grave sisma, giudicava la sede oppidese «ancor cupa e solitaria, e il suo aere non molto salubre per crudeltà di terreno e per prossime acque stagnanti».Mons. Tommasini chiamò il nuovo paese «Piminoro», dal greco, con un termine che letteralmente significa «monte dei pastori», ma gli abitanti, datosi che provenivano dalla zona delle Prunare, furono sempre detti «Prunaresi». Il primo Piminorese rintracciato nei registri parrocchiali di Oppido è del 1805, ma il primo a nascere «in colle Pimenoriano» è del 1809.
A Piminoro, un paese formato prevalentemente di pastori (almeno in origine), di conseguenza, si presta ossequio alla «Madonna da Pasturella» ovverosia ad una Madonna Pastora o Pastorella e nella seconda domenica di Luglio di tutti gli anni il colle risuona di grida festose e di canti, che salutano il passaggio del simulacro per le vie del paese. A Piminoro è caratteristica costumanza «incantare» il diritto di portare a spalla la sacra statua, diritto che si contendono la due classi sociali del paese,«i massari» e «i contadini». Vince la gara, naturalmente, la parte che durante l'anno è riuscita a racimolare il gruzzolo più consistente. L'«incanto della Madonna» fa accorrere a Piminoro frotte di curiosi da tutti i paesi della piana.



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